Il Lionismo

CENNI SULLE ORIGINI ED ESPANSIONE DEL LIONISMO

Il Fondatore del Lions Club International, così come oggi lo conosciamo, è stato Melvin Jones nato in Arizona il 13 gennaio 1879.

A Venti anni si trasferisce a Chicago, dove viene assunto nell’Agenzia di Assicurazioni Johnson & Higgins.

Nei primi anni del Novecento Chicago è un crogiolo di interessi ed opportunità che favorisce il formarsi di associazioni d’affari il cui principio informatore è l’aiuto reciproco tra i membri per il raggiungimento e la difesa degli interessi personali; i soci si riuniscono a pranzo una volta a settimana, parlano delle loro faccende, sostengono ed appoggiano le iniziative gli uni degli altri, ogni interesse rimane circoscritto nell’ambito angusto del loro privato.

In una delle associazioni minori, il Club of Business Men, viene invitato ad entrare il giovane Melvin ed egli accetta con entusiasmo, gratificato dal privilegio di appartenere ad un club così esclusivo, riconoscimento delle sue alte doti manageriali. Ben presto si mette in luce nella sua opera di riorganizzazione del Circolo, rivitalizzando ed incrementando i soci, ma comincia anche a farsi largo nella sua mente l’idea che uomini così ricchi e potenti non potevano pensare solo a ricavi e profitti personali lasciando latente ed inespressa la grande potenzialità di fare qualcosa per il bene della loro comunità. Infatti, Melvyn Jones, durante una riunione in un Club d’affari di cui era Socio, ebbe a dire:

Sono convinto che non si possa andare tanto lontano se non si comincia a fare qualcosa per gli altri.

Il fondatore Melvin Jones

fondò i Lions Club nel 1917

Melvin Jones era un sognatore, un uomo d’azione e un pragmatista. Era un agente assicurativo energico, estroverso che nel tempo libero leggeva Shakespeare. Era l’uomo perfetto per fondare la più grande associazioni di club di servizio del mondo.

Nel 1958 il Board di Lions Clubs International nominò ufficialmente Melvin Jones fondatore dei Lions Club, più di quaranta anni dopo le loro prime riunioni.

Tuttavia, indipendentemente dal suo titolo ufficiale, l’impatto che Melvin Jones ha avuto sui Lions è stato enorme. È stato lui a fornire la leadership, la capacità organizzativa, la tenacia e l’energia necessaria a gettare le fondamenta dell’organizzazione che Lions Clubs International è oggi.

Molte altre città, al pari di Chicago, pullulano di clubs d’affari simili, ciascuno operante nel proprio orticello e quasi del tutto privo di contatti con circoli similari: un esercito di uomini facoltosi ed autorevoli che non avevano idea delle grandi possibilità che potevano aprirsi ad una loro unione. Lo stato sociale non si era ancora affermato, le istituzioni non assicuravano assistenza sanitaria né garantivano aiuti ai bisognosi ma ognuno era traboccante di patriottismo, straordinariamente disposto alla solidarietà, incline all’emozione ed alla compassione.

L’unità della famiglia rappresentava il fondamento su cui poggiava solidamente la società e coloro che si trovavano da soli nel bisogno venivano aiutati in larga misura da gruppi volontari e filantropici: negli ospedali operava un reparto di guardia medica per i poveri mantenuto da medici volontari, i bambini soli venivano accolti in orfanatrofi retti dai vari ordini religiosi.

In questo quadro Melvin giunge a convincersi della necessità di superare il principio edonistico del mutuo scambio di aiuto tra soci per fini di puro interesse e persuadersi dell’esigenza di unire più associazioni in un sodalizio più vasto e potente da indirizzare verso attività di servizio a favore della comunità.

Forte di questa convinzione Melvin, aiutato e incoraggiato da Rose Amanda Freeman, una delle migliori giocatrici di golf del periodo, divenuta sua moglie, comincia a tempestare di lettere gli altri clubs auspicando il superamento dei circoli locali per dar luogo ad un associazionismo nazionale ed al contempo insinua l’idea nuova di Club Service. Senza farsi bloccare dalle molte risposte negative, continua con tenacia nella sua opera di persuasione, provocando incontri, tenendo conferenze, visitando altri circoli finché la sua tenacia ha la meglio sulle resistenze incontrate quando il Consiglio Direttivo del suo club approva il progetto.

Senza esitazioni, con la piena approvazione del dott. Woods che controllava il Royal Order of Lions e l’International Association of Lions Club dell’Indiana, Melvin organizza un incontro nell’East Room dell’Hotel La Salle di Chicago. È il 7 giugno del 1917 quando 20 delegati di 27 clubs di varie zone degli Stati Uniti si incontrano, discutono e danno la propria approvazione a fondersi in una nuova associazione. Concordano di riunirsi in un unico soggetto.

7 giugno 1917 è stata attribuita la nascita della nostra associazione anche se non fu dato un nome, non furono definite le Finalità né il Codice dell’Etica, non fu individuato l’emblema né i colori sociali; ma il seme era stato interrato, in breve avrebbe germogliato e nel tempo sarebbe cresciuto fino a diventare la più grande associazione di servizio sul pianeta.

Nei giorni 8-9-10 ottobre 1917 si celebra a Dallas (Texas) la Prima Convention In questa sede viene adottato lo slogan LIBERTY, INTELLIGENCE, OUR NATION SAFETY il cui acronimo è appunto LIONS e adottato un leone come emblema, simbolo di coraggio, forza e lealtà; il leone bifronte costituirà l’emblema definitivo solo alcuni anni dopo, ispirandoci ai due leoni contrapposti della Moschea di Samarcanda che da secoli rappresentano l’Oriente e l’Occidente, il passato ed il futuro.

Nel 1925 Melvin incontra Helen Keller.

Helen Keller è stata un’autrice ed attivista statunitense , divenuta cieca e sorda 19 mesi dopo la nascita. Nel 1903 , pubblica la sua corposa autobiografia The story of my life . È il primo di una serie di undici libri e di numerosi articoli a firma Helen Keller, che nel tempo diventa una autrice ed oratrice molto famosa in tutto il mondo. Si impegna da avvocato in numerose cause per i diritti dei disabili ed in numerose altre cause progressiste, oltre ad essere una suffragetta , una pacifista ed una attivista del movimento per il controllo delle nascite.

Helen Keller International

Per la prevenzione della cecità.

Nel 1915 , fonda l’organizzazione non-profit Helen Keller International per la prevenzione della cecità.

Questo incontro ha un effetto inimmaginabile sulle motivazioni che l’associazione ne riceve:

Non mi volete aiutare ad affrettare il giorno in cui non ci sarà più una prevedibile cecità; nessun piccolo sordomuto abbandonato; nessun cieco o cieca senza aiuto? Mi rivolgo a voi Lions; voi che avete la vista, l’udito; a voi che siete forti, valorosi e buoni. Non volete voi, cavalieri della cecità, unirvi a questa crociata contro il buio?.

Da allora l’Associazione aggiunge una nuova priorità ai suoi obiettivi, accetta la sfida alla cecità e lavora incessantemente in aiuto dei non vedenti con una molteplicità di iniziative che trova la sua massima e più alta espressione nella Campaign Sight First meritandosi l’appellativo di Cavalieri della Vista nella Crociata contro le Tenebre.

Di pari passo con le nuove finalità dell’organizzazione cresce la credibilità internazionale della nostra associazione.

“Nel 1944 ai Lions fu accordato il privilegio di partecipare a Dumbarton Oakes ai lavori preparatori per la fondazione delle Nazioni Unite. Poco dopo il Lions fu invitato ad inviare un consulente e due vice consulenti alla conferenza per le Nazioni Unite di San Francisco. Il Lions ebbe anche una rappresentanza non Ufficiale alla conferenza di pace di Parigi nel 1946, i cui rappresentanti furono D.A. Skeen e Clifford D. Pierce. Nel 1947 il Lions fu riconosciuto dalle Nazioni Unite come Organizzazione con speciali capacità di rappresentare popoli in varie nazioni e gli fu inoltre assegnato lo status di consulente nel Consiglio Economico Sociale delle Nazioni Unite”.

Da allora nel mese di marzo di ogni anno i Lions festeggiano il Giorno Lions con le Nazioni Unite ed il Presidente Internazionale della nostra Associazione con una delegazione di Lions si incontra con il Segretario Generale dell’ONU intervenendo ad una speciale sessione. La nostra associazione è inoltre affiliata all’ UNESCO ed all’ Organizzazione Mondiale della Sanità .

In Europa il lionismo approda solo dopo la Seconda Guerra Mondiale a partire dai paesi rimasti fuori dal conflitto.

In Italia il Lionismo arriva in modo del tutto casuale: “Oscar K. Hausman, parlando a Lugano con il segretario di un club svedese, si innamora di quanto viene a sapere sul lionismo e pieno d’iniziativa, insieme con una ventina d’amici, nel marzo del 1951 costituisce a Milano il primo club italiano. Questi soci, di lionismo, sapevano ben poco, informazioni non ce ne erano. Ha raccontato un socio fondatore: noi sapevamo solo quello che ci avevano detto, e cioè che i Lions erano persone per bene, dei gentiluomini che si riunivano per discutere e per operare per il meglio, per fare del bene …”.

In modo caotico, senza un piano organico, nascono clubs a Napoli (1952), a Torino (1952) ed a Firenze (1953); la capitale si inserisce solo come quattordicesima, ma da allora il Sionismo nel nostro Paese ha fatto passi da gigante ed oggi è presente su tutto i territorio nazionale con ben 1.240 clubs per circa 50.309 soci.